World Council of Churches

A worldwide fellowship of churches seeking unity, a common witness and Christian service

You are here: Home / Press centre / News in other languages / Il Gruppo di Lavoro Congiunto della CCR e del CEC prosegue con un nuovo mandato

Il Gruppo di Lavoro Congiunto della CCR e del CEC prosegue con un nuovo mandato

19 April 2016

Il futuro lavoro di collaborazione tra la Chiesa Cattolica Romana e il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) è stato al centro dell’ultimo incontro degli esecutivi del loro Gruppo di Lavoro Congiunto (GLC), tenutosi a Ginevra dall’11 al 12 aprile 2016.

Il Gruppo di Lavoro Congiunto (GLC), uno sforzo di collaborazione ecumenica, ebbe inizio nel 1965, alla fine del Concilio Vaticano II. Esso fu uno dei primi frutti della primavera ecumenica generata dal Concilio e recentemente ha visto il compimento dei suo cinquantesimo anno. Il gruppo esecutivo sta pianificando il nuovo ciclo di iniziative da sottoporre al gruppo plenario del GLC nel suo incontro di settembre.

Tra i partecipanti: per il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (PCPUC), l’Arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, co-moderatore; il segretario del PCPUC, il Vescovo Brian Farrell; Monsignor Juan Usma Gomez, che guida il dialogo ecumenico del PCPUC con Pentecostali e Evangelicali; e il Reverendo Andrzej Choromanski, punto di riferimento del PCPUC per le iniziative ecumeniche multilaterali. Per il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) i partecipanti hanno incluso: il co-moderatore Metropolita Nifon di Târgovişte; Il segretario generale associato del CEC, Prof. Fr. Ioan Sauca; il direttore di Fede e Costituzione, Reverendo Dottore Odair Pedroso Mateus; e il consigliere speciale del CEC, Reverendo Dottore Martin Robra.

Il segretario generale del CEC, Reverendo Dottore Olav Fykse Tveit, ha accolto il gruppo dicendo: “Sono felice di vedere una nuova fase e un nuovo modus operandi del Gruppo di Lavoro Congiunto (GLC). Esso è aperto alle questioni più ampie del pellegrinaggio di giustizia e pace, e io spero che approfondirà il dialogo interreligioso, specialmente con la comunità ebraica, cercando di implementare l’accordo di Parigi nella vita delle chiese, impegnandosi insieme per affrontare il lato oscuro della religione che si manifesta nella violenza e offrendo una testimonianza di solidarietà, in quanto chiese, contro la discriminazione religiosa nei confronti dei cristiani e di altre categorie di persone. La nostra ricerca di unità avviene anche attraverso la riflessione teologica condivisa sul mondo sofferente che serviamo”.

Stimolato da una richiesta da parte del segretario generale e guidato da una presentazione da parte dell’Arcivescovo Martin, il gruppo si è impegnato in una discussione che ha manifestato apprezzamento per la nuova esortazione apostolica di Papa Francesco, dal titolo Amoris laetitia, che offre una guida morale e pastorale sulle questioni della famiglia, della gioventù, della sessualità e dell’educazione.

Insieme alla revisione delle raccomandazioni relative al precedente comitato esecutivo, il gruppo ha ricevuto informazioni aggiornate sul pellegrinaggio di giustizia e pace del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) e sui suoi programmi su migranti e rifugiati, dialogo interreligioso e cooperazione, e sul lavoro di Fede e Costituzione.

Compiti futuri potranno includere, probabilmente, esplorazioni di dialogo interreligioso di fronte alla violenza; le connessioni tra religione e violenza; rifugiati e migrazione;  sostegno per la Giornata di Preghiera per la Cura della Creazione, promossa da Papa Francesco dopo una precedente iniziativa intrapresa dal Patriarca Ecumenico.

Il direttore di Fede e Costituzione, Odair Pedroso Mateus, ha detto: “Il lavoro in corso di Fede e Costituzione, sul discernimento morale nelle chiese, ha ricevuto ulteriore impeto dall’esortazione apostolica. Amoris laetitia fornisce un punto d’accesso per i nostri sforzi congiunti volti a illuminare il processo della formazione morale e del discernimento nell’ottica di prevenire ulteriori divisioni su questa materia”.

Robra ha detto: “Grazie a questo lavoro con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (PCPUC) e agli impulsi dati da Papa Francesco, la cooperazione tra il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) e la Chiesa Cattolica Romana si è intensificata significativamente in questi anni – in maniera particolare con i Consigli Pontifici per il Dialogo Interreligioso, la Cura Pastorale per i Migranti e i Popoli Itineranti, e Giustizia e Pace”.

Nel suo messaggio di congratulazioni per l’anniversario, l’anno scorso, Papa Francesco ha esortato il gruppo a immergersi ancora più profondamente in queste questioni, affermando: “Dobbiamo riconoscere, in verità, che, nonostante i molti obiettivi raggiunti sul piano ecumenico nel mezzo secolo passato, la missione e la testimonianza cristiana soffrono ancora a causa delle nostre divisioni… Il Gruppo di Lavoro Congiunto (GLC) non dovrebbe essere un forum ripiegato su se stesso. Piuttosto, deve diventare sempre di più un ‘think-tank’ (un gruppo di riflessione impegnato nell’analisi e nell’esplorazione della soluzione di problemi complessi), aperto a tutte le opportunità e alle sfide che le chiese devono affrontare oggi, nella loro missione di accompagnamento dell’umanità sofferente sul sentiero del Regno, permeando la società e la cultura con le verità e i valori del Vangelo”.

La prossima seduta plenaria del Gruppo di Lavoro Congiunto (GLC) è fissata per i giorni dal 13 al 17 settembre 2016 al Castello di Bossey, a Celigny, vicino a Ginevra.

Leggere anche:

WCC, Roman Catholic joint group celebrate 50 years of ecumenical work (WCC press release of 25 June 2015)

Ninth Report of the Joint Working Group (2014)

Archbishop Diarmiud Martin’s reflections on the pope’s new apostolic exhortation

Filed under: